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Sanco
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mwawSanco o mwbaSemone (anche mwbqSancus, Semo Sancus, Fidius Sancus) è una mwbgdivinità arcaica romana protettrice dei giuramenti, di origine mwbwSabina.
Contents
• Origine
• Culto
• Note
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Origine
Di origine sabina (la provenienza sabina è menzionata da mwdwAgostino d'Ippona all'interno del mweaDe Civitate Dei, XVIII,19), fu associata a Giove mweqDiespeter ed in seguito assimilata ad mwegEracle. Era considerato protettore dei giuramenti, e per questa ragione la sua radice etimologica si fa risalire al verbo «mwewsancire». Alcune parole (come "santità" e "sanzione"-per il caso di mancanza di rispetto dei Patti) hanno la loro etimologia nel nome di questo dio. L'origine dell'attributo "Semone" è stata spiegata dai vari autori come derivante da: (1) "colui che presiede al tempo della semina e raccolto (dal verbo Serere, cf. il femminile semonia); (2) "colui che è oltre e superiore all'uomo" (se-Homo); (3) "semidio" (semi)cite-ref-referencea-1-0[1].
Culto
cite-ref-referencea-1-1[1] Sanco era inoltre il Dio protettore dei voti nuziali, dell'ospitalità, della legge, del commercio e dei contratti in particolare. Alcune forme di giuramento sono state utilizzate nel suo nome e nel suo onore al momento della firma dei contratti e di altri importanti atti civili. Nel mwhw446 a.C. fu costruito un mwiasantuario a lui dedicato a mwiqRoma, sul mwigQuirinale, di fronte al mwiwtempio di Quirino e nei pressi della porta da cui prendeva il nome, la mwjamwjqPorta Sanqualis. I sacerdoti chiamati bidentali, la cui esistenza è attestata da iscrizioni, sono stati specificamente collegati con il suo culto, dal momento che il fulmine che cadde dal cielo durante il giorno era considerato come inviato da Dius Fidius, e una classe speciale di uccelli (sanquales) era sotto la sua protezionecite-ref-2[2]. Nel suo Santuario sul Quirinale, la cui fondazione veniva celebrata il 5 giugno, venivano mostrati il mwkwfuso e la mwlaconocchia di mwlqTanaquil, la moglie di mwlgTarquinio Prisco, che agli occhi delle matrone romane incarnava tutte le virtù muliebri.
mwmaDionigi di Alicarnasso (IV. 58) racconta che il mwmqFoedus Gabinum, il trattato redatto da mwmgTarquinio il Superbo in latino con caratteri greci su una pelle di bue per suggellare la pace tra Roma e mwmwGabi, fu depositato nel tempio di Sanco, di cui egli traduceva il nome in Ζεύς πίστοις.
Poteva essere invocato solo sotto il cielo aperto, come testimonianza della natura di un Dio che operava alla "luce del giorno"; quindi un'apertura rotonda è stata fatta nel tetto del suo tempio attraverso cui le preghiere avrebbero potuto ascendere al cielo. Se veniva invocato in una casa privata, coloro che avessero pronunciato il suo nome si dovevano alzare in piedi sotto l'apertura interna detta mwnqcompluvium. Si ipotizza che le sfere bronzee situate nel suo tempio, cui fa cenno mwngTito Livio (VIII. 20.8), potessero avere qualche connessione con questo, anche se possono essere state semplicemente simboli del potere eterno di Roma. Inoltre al dio era dedicato un altare nell'mwnwIsola Tiberina all'interno di una cappella, l'iscrizione sulla quale ha portato gli scrittori cristiani (Giustino Martire, Tertulliano, Eusebio) a confonderlo con Simon Magus, e a dedurre che quest'ultimo fosse stato venerato a Roma come un Dio. Il culto di Semo Sanco comunque non ha mai posseduto un'importanza rilevante a Roma. Il plurale "Semones" è stato usato di una classe di esseri soprannaturali, una sorta di divinità tutelare dello stato.
Sanco era collegato in diversi modi alla dea mwoqSalus. I loro santuari (Aedes) erano molto vicini l'uno all'altro su due colline adiacenti del Quirinale, i colli mwogMucialis e Salutaris rispettivamentecite-ref-3[3]. Alcuni studiosi sostengono anche che alcune iscrizioni a Sanco sono state trovate sul colle Salutariscite-ref-4[4]. Inoltre, Salus è la prima della serie di divinità menzionate da Macrobiocite-ref-5[5] come collegate nella loro sacralità: mwrwSalus, Semonia, mwsqSeia, Segetia, Tutilina; tutte queste richiedevano il rispetto di un dies feriatus da parte della persona cui capitava di pronunciare il loro nome. Queste divinità erano legate agli antichi culti agrari della valle del mwtqcirco massimo che tuttavia rimangono misteriosicite-ref-6[6].
La statua di Tanaquil posto nel Santuario di Sancus era famosa per avere nella sua cintura rimedi (chiamato "praebia") che la gente veniva a raccoglierecite-ref-7[7].
La relazione tra "Sancus Dius Fidius" e mwwaGiove è certa nel fatto che entrambi sono responsabili del giuramento, sono collegati con il cielo luminoso del giorno e possono scagliare fulmini. Questa sovrapposizione di caratteri funzionali ha generato confusione circa l'identità di Sancus Dius Fidius tra gli studiosi antichi e moderni, in quanto Dius Fidius è stato talvolta considerato un altro teonimo di Giovecite-ref-8[8]. L'ipotesi di G. Wissowa che Semo Sancus sia il genio di Giovecite-ref-9[9] sarebbe invece da scartare in quanto anacronistica in quanto il concetto di un genio di una divinità è attestato solo nel periodo imperialecite-ref-10[10]. Comunque l'autonomia di Sanco Semone da Giove e il fatto che Dius Fidius è una denominazione alternativa di Sanco (e non di Giove) è indicato dal nome del corrispondente Umbro dio Fisus Sancius che ripete le due parti costitutive di Sancus e Dius Fidius: l'umbro (e sabino) Fisus sta a Fidius, come il Sabino Clausus sta al latino Claudiuscite-ref-11[11]. Il fatto che Sanco, come Giove, sia responsabile dell'osservanza dei giuramenti, delle leggi dell'ospitalità e della fedeltà (Fides), lo rende una divinità legata alla sfera e ai valori della sovranità, cioè nella terminologia di Dumezil della "prima funzione". Confermano il parallelismo alcuni dettagli del culto di Fisus Sancius a Iguvium (mwawGubbio) e quelli di Fides a Romacite-ref-12[12] come l'uso del "mandracolo", un pezzo di tessuto di lino che copre la mano destra dell'ufficiale, e della "urfeta" (orbita), tipo di piccolo disco di bronzo portato nella mano destra dall'offerente, e anche deposto nel tempio di Semo Sancus nel 329 aC Dopo una relazione di tradimentocite-ref-13[13]. Alcuni aspetti del rito del giuramento di Dius Fidius, come la procedura sotto il cielo aperto o il compluvium delle residenze private, cosiccome il fatto che il tempio di Sanco non avesse tetto, hanno suggerito al romanista Sacchi romanista l'idea che il giuramento a Sanco Dius Fidius ha preceduto quello a Giove (Iuppiter Lapis o Iuppiter Feretrius), e dovrebbe avere origine nei rituali preistorici, quando il tempio era all'aria aperta e definito da punti di riferimento naturali come ad es. Il più alto albero vicinocite-ref-14[14].
Il supposto corrispondente umbro, Fisus Sancius, è associato a mweqMarte nel rituale del sacrificio alla Porta di Tesenaca come uno degli dei della triade minorecite-ref-15[15] e questo dimostra la sua connessione militare in Umbria. Ciò potrebbe essere spiegato dalla natura militare del concetto di sanzione che implica l'uso della repressione. Anche il termine sanctus ha in diritto romano implicazioni militari: le mura della città sono mwfgsanctaecite-ref-16[16] .
Corrispondenza vedica
Roger D. Woodard ha interpretato Sanco come equivalente romano del mwhqdio vedico mwhgIndra, che deve contare sull'aiuto dei Maruti, secondo la sua visione corrispondente ai dodicesimi semones romani del mwhwcarmen Arvale, nel suo compito di uccidere il drago mwiaVritra liberando le acque. Egli rintraccia l'etimologia di Semo nella radice indoeuropea di IE *she(w) che rimanda ai significati di versare, fluire, cadere legati alla pioggia e alla seminacite-ref-17[17].
Teorie delle origini non sabine
Citiamo Theodor Mommsen, William Warde Fowler e Georges Dumezil tra quelli che rifiutano la teoria tradizionale che attribuisce un'origine sabina al culto romano di Semone Sanco Dius Fidius, in parte per motivi linguistici in quanto il teonimo è latino e nessuna menzione o prova di un Semone sabino si trova vicino a Roma, mentre i Semones sono attestati in latino nel carmen Arvale. Secondo loro, Sanco sarebbe una divinità condivisa da tutti gli antichi popoli italici, sia Osco-Umbri che Latino-Faliscicite-ref-18[18]. Per quanto riguarda la religione etrusca, N. Thomas De Grummond ha suggerito di identificare Sancus nell'iscrizione Selvans Sanchuneta trovata su un cippo scoperto vicino a Bolsena, anche se altri studiosi collegano questo epiteto a un mwkwgentilicium familiare localecite-ref-19[19] . La scritta mwmaTec Sans trovato su statue di bronzo (uno di un ragazzo e quello dell'mwmqarringatore, diffusore pubblico) dalla zona di Cortona è stato visto come una forma etrusca dello stesso nomecite-ref-20[20]
Note
cite-note-referencea-11. ↑ Encyclopædia Britannica, ed.1911 Volume 24 - Voce: Semo Sancus
cite-note-22. ↑ E. Jannettaz, Étude sur Semo Sanctus Didius (Parigi, 1885)
cite-note-33. ↑ Varro mwraLingua Latina V 53
cite-note-44. ↑ Jesse B. Carter in mwsaEncyclopedia of Religion and Ethics vol. 13 s.v. mwsqSalus
cite-note-55. ↑ Macrobio,mwtqSaturnalia I 16,8
cite-note-66. ↑ G. Dumezil mwuqARR Paris 1974, I. Chirassi Colombo in mwugANRW 1981 p.405; Tertullian mwuwDe Spectculis VIII 3.
cite-note-77. ↑ Festus s.v. mwvwpraebia; Robert E. A. Palmer "Locket gold, lizard green" in mwwaEtruscan influences on Italian Civilisation 1994
cite-note-88. ↑ G. Dumezil mwxaLa religion Roamaine archaïque Paris, 1974; It. tr. Milan 1977 p.189.
cite-note-99. ↑ G. Wissowa in mwyaRoschers Lexicon 1909 s.v. Semo Sancus col. 3654; mwyqReligion und Kultus der Römer Munich, 1912, p. 131 f.
cite-note-1010. ↑ W. W. Fowler mwzqThe Roman Festivals of the Period of the Republic London, 1899, p. 189.
cite-note-1111. ↑ Irene Rosenzweig mw0qThe Ritual and Cults of Iguvium London, 1937, p.mw0g ; D. Briquel above; E. Norden above.
cite-note-1212. ↑ cf.Livy I 21, 4; Servius mw1gAen. I 292 on this prescription of Numa's.
cite-note-1313. ↑ Livy VIII 20, 8; W. W. Fowler mw2gThe Roman Festivals of the Period of the Republic London 1899 p. 138; Irene Rosenzweig mw2wRitual and Cult in Pre-Roman Iguvium London, 1937, p.210; D. Briquel "Sur les aspects militaires du dieu ombrien Fisus Sancius" in MEFRA 1979 p. 136.
cite-note-1414. ↑ O. Sacchi "Il trivaso del Quirinale" in mw3wRevue Internationale de Droit de l'Antiquite' 2001 pp. 309-311, che cita Nonius Marcellus s.v. rituis (L p.494): mw4aItaque domi rituis nostri, qui per dium Fidium iurare vult, prodire solet in compluvium., 'Così secondo i nostri riti colui che vuole giurare su Dius Fidius, come regola, cammina verso il mw4qcompluvium'; Granius Flaccus mw4gindigitamenta 8 (H. 109) Sul voto di re Numa con cui ha chiesto la punizione divina di falsi testimoni di tutti gli dei
cite-note-1515. ↑ La grande triade è composta da Giove, Marte e Vofiune, questi tre sono detti mw5w Grabovii ; accanto a questa ce n'è una minore i cui componenti sono associati ciascuno con uno dei "Grabovii": Trebus Iovius con Iove, Fisus Sancius con Marte e Tefer Iovius con Vofiune. Cf. D. Briquel sopra p. 136.
cite-note-1616. ↑ D. Briquel "Sur les aspects militaires du dieu ombrien Fisus Sancius" in mw6wMelanges de l'Ecole Francais de Rome Antiquite' 1979 pp.135-137.
cite-note-1717. ↑ W. W. Fowler mw7wThe Roman Festivals of the Period of the Republic London 1899 p. 140mw8a ; R. D. Woodard mw8qIndo-European Sacred Space: Vedic and Roman Cult Chicago 2006 p. 186 ff.
cite-note-1818. ↑ mw9qLa religion romaine archaïque It. tr. Milano, 1977, p. 80 n. 25, citing also G. Wissowa in mw9gRoschers Lexicon s.v. Sancus, IV, 1909, col. 3168; Dumezil wholly rejects the tradition of the synecism of Rome.
cite-note-1919. ↑ N. T. De Grummond mw-gEtruscan Myth Sacred History and Legend 2006 p. 141; Peter F. Dorcey mw-wThe Cult of Silvanus: a Study in Roman Folk Religion Brill Leyden 1992 p. 11 citing C. De Simone mw-aEtrusco Sanchuneta mw-qLa Parola del Passato mw-g39 (1984) pp. 49-53.
cite-note-2020. ↑ R. E. A. Palmer "Locket Gold Lizard Green" in J. F. Hall Etruscan Influences on the Civilizations of Italy 1994 p. 17 ff.
Bibliografia
• mwaquAnna Ferrari, Dizionario di Mitologia Classica, Milano, TEA, 1994, p. 257, ISBN 88-7819-539-1.
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